Stai pagando tu le spedizioni dei tuoi clienti (senza saperlo)

di | Aprile 27, 2026

Qualche tempo fa, parlando con un’azienda, è uscita una frase che mi è rimasta impressa: non capiamo perché alcuni ordini vadano bene e altri no. I prodotti erano gli stessi, i prezzi anche, eppure i margini cambiavano in modo evidente. All’inizio si pensava a un problema commerciale, poi a una questione di sconti o di produzione. In realtà il punto era molto più semplice, ma anche molto più nascosto: il trasporto.

Vendere un prodotto non significa solo produrlo, ma anche portarlo da un punto A a un punto B. E oggi questo passaggio pesa sempre di più. I costi logistici non sono più stabili come una volta: carburante, tratte, surcharge, tutto cambia rapidamente. Il problema è che, mentre questi costi si muovono, il listino spesso resta fermo. Magari è stato aggiornato pochi mesi prima, magari è stato fatto con attenzione, ma nel frattempo il mondo intorno è cambiato.

Nel caso di quell’azienda, lo stesso prodotto veniva venduto in Italia, in Francia e in Germania allo stesso prezzo. Apparentemente tutto coerente, ma in realtà ogni destinazione aveva un costo logistico diverso. Questo significava che alcune vendite erano profittevoli, mentre altre erodevano il margine senza che nessuno se ne accorgesse davvero. Non era un problema evidente su una singola trattativa, ma un effetto distribuito su decine o centinaia di ordini.

Quando ci si rende conto di questa situazione, la reazione è quasi sempre la stessa: si prova ad aggiustare. Si introduce un Excel, si fanno stime veloci, si aggiungono costi “a occhio” nelle offerte. A volte si lascia al commerciale la libertà di adattare il prezzo. Ed è proprio lì che nasce un secondo problema, spesso ancora più grande del primo: ogni venditore inizia a gestire il prezzo in modo diverso. Chi aggiunge qualcosa, chi arrotonda, chi decide sul momento. Il risultato è che il controllo sparisce e il listino perde completamente il suo ruolo.

A quel punto molte aziende pensano che la soluzione sia aggiornare il listino. Ma non è questo il punto. Il problema non è aggiornare più spesso, è cambiare il modo in cui il listino viene costruito. Oggi non esiste più un prezzo unico valido per tutto. Esiste un prezzo corretto, e quel prezzo dipende da variabili concrete come la destinazione, il peso del prodotto e il costo reale per portarlo al cliente.

Qui entra il concetto di listino strategico. Un listino non è più un documento statico da aggiornare ogni tanto, ma uno strumento che deve adattarsi al contesto. Non serve solo a mostrare prezzi, ma a guidare le vendite mantenendo il margine. Deve essere coerente, aggiornato e soprattutto collegato ai dati reali.

Nel caso di quell’azienda, la svolta non è stata rifare il listino, ma collegarlo ai dati. Peso, volume, destinazione e costi di trasporto sono diventati parte del sistema. Da quel momento, quando cambiava un costo, il prezzo si aggiornava automaticamente. Quando si apriva un nuovo mercato, il listino era già coerente. E quando un commerciale preparava un’offerta, non doveva più interpretare o stimare: i dati erano già corretti.

Il risultato non è stato solo più ordine, ma soprattutto più controllo. I margini sono diventati chiari, le offerte coerenti e le decisioni meno basate su sensazioni. Ed è qui che si capisce davvero la differenza tra un listino tradizionale e un listino strategico.

La domanda più importante, a questo punto, è molto semplice: se oggi vendi lo stesso prodotto in più mercati, hai lo stesso margine ovunque? Se la risposta non è immediata, significa che il problema esiste, anche se non è ancora visibile.

Il punto, in fondo, non è il trasporto e non è nemmeno il prezzo. È il modo in cui li colleghi. Se il tuo listino non tiene conto dei costi reali, non è uno strumento strategico, ma solo un documento. E un documento, da solo, non protegge il tuo margine.

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Categoria: Listini prezzi e cataloghi tecnici

Informazioni su Gabriele Fiorani

L’obiettivo del mio lavoro é quello di aiutare i clienti a organizzare il proprio catalogo nel migliore dei modi per ottenere quello che dovrebbe: vendere! Le aziende hanno il problema di dover iniziare ogni volta il listino da capo, spendendo tante risorse, sia economiche che di tempo. E ogni anno la storia ricomincia, e l’unica via che trovano per risparmiare è quella di allungare i tempi tra una versione ed un’altra… ma se il listino lo fanno perché serve a vendere… è un controsenso! Metto a mia disposizione tutta l’esperienza acquisita in SCM Group dove, come dipendente prima e consulente poi, ho programmato e gestito il sistema OLI (Offerte e Listini) per tutto il gruppo.

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